Il dramma maggiore per il teatro odierno dopo il dramma delle sovvenzioni lo si può rilevare già nelle scelte dei direttori/trici artistici che fanno di tutto per avere il consenso del pubblico e così poter aspirare a più sovvenzioni e dunque più potere.
Purtroppo quando si fa arte pensando troppo al consenso non si fa mai un lavoro artistico rilevante. Non per citare sempre i grandi, ma solo perché lo stiamo celebrando in questo periodo, Mozart questo lo sapeva benissimo. La sua musica era fatta per il suo orecchio. Tutto quello che ha composto era ciò che sentiva, non quello che il pubblico voleva sentire.
Larte prima di tutto deve esser libera dal compiacimento del pubblico. Dunque se i teatri vogliono aiutare gli artisti dovrebbero aiutare gli artisti, non il pubblico. Accanto alle produzioni che richiamano i grandi numeri, gli sponsor e i potenti ecc. , fatti importanti per un teatro, bisogna riconoscerlo, i direttori/trici artistici dovrebbero rischiare anche su progetti che fanno sognare, che fanno giocare, che aprono nuovi mondi. I direttori/trici artistici dovrebbero aiutare i progetti visionari, i nuovi autori, i nuovi attori e forse grazie a questa spinta si potrebbe creare un nuovo pubblico di estimatori del teatro vivente, e far si che letà media delle nostre beneamate sale si abbassi. Largo ai giovani! Il teatro non deve essere il museo del teatro.
Dunque Progetto Mandrake per tutti; per tutti quelli che vogliono credere nelle idee impossibili o fantastiche. Come mi disse un funzionario dell'ENPALS commentando il nome della nostra Associazione: "Progetto Mandrake ovvero se ci riuscite siete dei draghi". Facciamo progetti impossibili finanziati dalla nostra inguaribile voglia di fare, e sono progetti che in primo luogo piacciono a noi stessi. Il lavoro che fai deve piacere in primo luogo a te stesso e forse potrà piacere anche agli altri. Sembra una banalità, ma è così che deve essere.